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Avatar di Enrico Blasi

Buongiorno, sono Enrico Blasi, il fotografo citato nel suo articolo, le scrivo solo per precisarle che non ho mai lavorato per urbanisti e architetti e che non sono neppure un reporter, anche se negli anni '70 mi iscrissi all'AIRF. La ragione di quelle foto origina dal fatto che abitavo nel quartiere Monti e giravo per il centro con la mia Leica in tasca o la mia Nikon al collo e riprendevo quanto ritenessi interessante. Poi le mie foto, grazie all'interesse di un amico, Maurizio Avanzini, (che era il fratello minore dell'Avanzini che stava muovendo i suoi passi con la Newton Compton) furono utilizzate per diverse pubblicazioni su Roma, Piazze, Palazzi, Ponti, Fontane, etc. Purtroppo la maggior parte dei negativi è andata persa, come pure la grande maggioranza delle immagini realizzate come fotografo di scena ( per la dispersione del mio archivio personale, gestito dai Cavicchioli, dopo il decesso di Irio, il fratello di Divo Cavicchioli) . Recentemente però, sono riuscito a recuperare diversi provini e negativi del film "La casa dalle finestre che ridono"di Pupi Avati e adesso un libretto di questo lavoro è in stampa e distribuzione per la CG Enterrtainement. Con una semplice ricerca google potrà, se vorrà, rintracciare il mio sito e trovare altre informazioni. Ps: la seguo da anni con viva soddisfazione e interesse.

Avatar di Michele Smargiassi

Carissimo Enrico, grazie per questo messaggio, e mi scuso epr le imprecisioni. Né il volume né le informazioni editoriali relative dicevano molto sull'autore delle fotografie e quello che ho trovato in Rete evidentemente era poco accurato . Questa sua precisazione esce assieme alla pagina Web e dunque credo sarà utile ai lettori, oltre che a me, per conoscerla meglio.

Avatar di Enrico Blasi

Il mio sito, ma non ci sono solo foto, c'è tanto altro: https://enricoblasi.com/

Avatar di Michele Smargiassi

Grazie. Non ero sicuro che fosse il suo, forse ho cercato male ma non avevo trovato riferimenti a questa serie di fotografie di Roma. Grazie e complimenti per il tuo lavoro.

Avatar di Elisa Biagi

Io voglio credere fermamente che smettere di volere le strade assediate sia stata una ragione di sguardo gettato oltre il confine. Con la possibilità di usare quel mezzo per scorazzare per l'Europa abbiamo anche visto cosa significava vivere la dove le biciclette comandavano sulle macchine, e sui pedoni. Abbiamo desiderato una dimensione di quartiere, il sogno di poter di nuovo giocare a pallone in strada e non solo nei campi recintati.

Io credo che la generazione "Erasumus" abbia rifiutato la patente come obbiettivo, non per compiacere una strada-mercato, ma per affermare che l'obbligo a comprare un automobile a rate per anni era indotto, che avere 3 auto in famiglia era ridicolo. :)